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Non si smette mai di avere nove anni

Spegnendo la sigaretta sul muro di mattoni, ebbe una visione del ragazzo da adulto, tipo incasinato per via delle notti passate una dietro l’altra con suo padre al bar. Immaginò che vivesse nei bar anche se li odiava,  l’oscura culla della sua vita. Non si smette mai di avere nove anni, pensò e si sentì un genio. Fu eccitante quando ebbe un’idea e sentì che era vera. Qualche porta nel suo cuore si aprì ed ebbe la sensazione di levarsi da terra, per un secondo almeno.

Ma no, nessuno aveva permanentemente nove anni, decise. Alcune persone ne avevano quattro. Altre quindici. E tutti noi camminiamo in giro con le nostre facce più vecchie, pensando da adulti ma sentendo come bambini, pensò. Era quello il motivo per cui i veri bambini sembravano delle celebrità- celebrità spirituali. Erano così pieni di verità, pensò, e non era soltanto loro. Era il grande segreto dell’umanità e le turbinava negli occhi.

Jabbing her cigarette out on the brick wall, she had a vision of the boy as a grown man, kind of fucked up from spending night after night with his dad at a bar. She figured he would live in bars though he hated them, the dark crib of his life. You never stop being nine, she thought and felt like a genius. It was thrilling when she had an idea and it felt true. Some back door in her heart flew open and she had the sensation of leaving the ground, for a second anyway.

But no, not everyone was permanently nine, she decided. Some people were four. Others fifteen. And all of us walking around with our older faces, relating as adults but feeling like children, she thought. It was why actual children looked like celebrities— spiritual celebrities. They were so full of truth, she thought, and not just their own. It was the great secret of humanity and it whirled in their eyes.