L’educazione sentimentale

Quante volte leggendo ‘educazione sentimentale’ sulla copertina di un libro o di un dvd, avete allungato la mano verso lo scaffale, guidati dalla curiosità di scoprire qualcosa sulla vita, su di voi ? Il genere dell’educazione sentimentale affronta una questione decisiva nella vita di ogni giorno: la relazione tra io e gli altri. Da avido consumatore di questo tipo di storie, vorrei provare, in questo pezzo, a ragionarci su.

L’etichetta viene da un titolo di Flaubert:L’Éducation sentimentale, histoire d’un jeune homme. Suppongo sia diventato un luogo comune perché ha il vantaggio di essere intuitiva; ma, se di primo acchito il termine sembra semplice, osservandolo più da vicino, non lo è affatto. Che cosa si intende per “Educazione sentimentale”? Perché i sentimenti? Chi li educa? Come?

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I sentimenti dell’essere umano sono amorali: germogliano dentro di noi senza che noi possiamo provocarli: vengono, vanno, come le nuvole. E se amore, affetto, empatia sono generalmente riconosciuti come stati d’animo da coltivare, innegabilmente ognuno di noi quotidianamente prova anche sentimenti antisociali: ira, odio, invidia. Un’educazione sentimentale, dunque, sarebbe un tentativo di ‘instillare abiti di moralità’ nei nostri sentimenti. In che modo i nostri sentimenti vengono condotti fuori dalla ‘rozza natura’? Chi decide quali sentimenti è bene provare?  La maestra che alza la bacchetta e impartisce la lezione è la società. O, meglio, l’insieme di norme giuridiche, linguistiche, rituali che regolano una società. Sotto i suoi auspici, cresciamo in modo che la nostra natura disobbediente e capricciosa sia resa adatta all’ordine sociale.

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Per gli italiani maschi bianchi della mia generazione, l’esempio  più famoso di educazione sentimentale in fiction è senz’altro Jack Frusciante è uscito dal gruppo, di Enrico Brizzi. Nella Bologna di metà anni ’90, il protagonista, Alex D., ha una cotta per una certa Adelaide. Anche se Adelaide ricambia la simpatia, vuole partire per gli Stati Uniti e ragionevolmente non può impegnarsi. Alex, dopo aver considerato tutto, accetta che la sua relazione con Adelaide non esista nel modo in cui la vorrebbe lui e, sposando la più ragionevole delle soluzioni, cresce, fa il famoso salto fuori dal gruppo.

IMG_9783Quella della rinuncia volontaria è una morale raffinata, perché ha a che fare con la capacità di controllare il proprio ego e il coraggio di essere diversi dagli altri per essere se stessi. Ma cosa succede quando accettare non è possibile? Quando la morale dei tempi va totalmente contro il diritto di autodeterminarsi di una persona?

Prima di discure la fiction, vorrei fare ancora una volta un esempio preso dalla realtà. Fino a quest’estate, negli Stati Uniti, i matrimoni gay erano vietati, oggi sono una libertà e questa consapevolezza influisce in modo pratico, reale, sulla qualità dei sentimenti delle persone. Quella degli Stati Uniti è senz’altro una legge giusta che va a modificare una morale sbagliata, in auge da lunghissimo tempo: oggi l’omosessualità è morale, se provi affetto e desiderio per persone dello stesso sesso, non c’è niente di sbagliato, puoi. Tuttavia… cosa è successo alle persone cui ieri è stata impartita l’educazione sbagliata e si sono viste costrette dalla pressione sociale ad adeguarsi? Quelle persone cosa possono dire della società che le ha educate?

IMG_8353Le educazioni sentimentali più audaci, secondo me, hanno il potere straniante di farci vedere la società da un punto di vista diverso, quello di un giovane, naif, reietto. E quanto più il sentire del protagonista si trova in contrasto con la morale dei suoi tempi, tanto più il meccanismo risulta dissacratorio nei confronti della società.

Alcuni esempi, tra i miei preferiti:

  • I turbamenti del giovane Törless, di Robert Musil, mette in scena la scoperta di un adolescente che la società umana si regge su un atto di fiducia irrazionale, così come i numeri irrazionali in matematica si reggono su dei postulati. La convenzioni sociali, sembra dirci Törless,  sono qualcosa di non logico, di non razionale. E il giovane fa questa scoperta mentre osserva i suoi compagni di collegio torturare l’elemento più debole del gruppo… perché è la cosa più ragionevole da fare.
  • Joyce Carol Oates ha scritto una storia sciovinista in cui un maschio bianco ben educato seduce una adolescente: si chiama Sentimental education (e/o, 1980), ed è incentrata su un femminicidio. La scopertà di sé che porta Duncan dall’adolescenza alla maturità, è terribile (è un femminicida) ma non di meno, grazie ai suoi occhi, possiamo riflettere sulla natura del desiderio sessuale e delle regole sociali che rendono possibile il delitto.
  • Nel film Pariah (2011) Dee Rees mette in scena il coming of age di una ragazza nera, lesbica, che per affermare il suo diritto ad avere una vita sentimentale e sessuale, si scontra con la morale della sua comunità, afroamericani a Brooklyn, e il suo passo avanti, la sua ricompensa è la consapevolezza di essere una persona fuori casta, di dover vivere senza l’appoggio della famiglia e senza l’amore, una posizione tragica, eroica.

 

Dunque, in cosa consiste il genere dell’educazione sentimentale? Gli occhi puri di un giovane ci permettono di sperimentare come se fosse la prima volta le regole sociali cui aderiamo normalmente senza pensarci. Nello scontro il protagonista conosce se stesso e mostra i limiti delle regole del gruppo. Questo tipo di storia è uno strumento utile che, oltre a farci divertire, ci permette di ragionare con distacco sulla relazione tra noi e gli altri, cosa che durante la vita di ogni giorno, per molti motivi, non abbiamo il tempo di fare.

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