Un incontro su Julio Cortázar

Conoscevo Julio Cortázar di fama ma non avevo mai aperto niente di suo, prima che me ne dessero l’occasione Lia Arrigoni e Giulia Tosi, della libreria Libre in via Interrato Acqua Morta, qui nel quartiere di Veronetta, a Verona, invitandomi, in compagnia di Antonella Sartori, Claudia Irasema Iglesia Galvàn e della dottoressa Katiuscia Darici, per una ‘lettura diffusa’, di Un certo Lucas, uscito per la casa editrice SUR.
Aldilà del libro, la cui bontà non ha alcun bisogno della mia certificazione, mi è piaciuto partecipare perché ho avuto la sensazione di vedere all’opera due squadre di operai agli estremi di una montagna, intenti a lavorare per lo scavo di una galleria comunicante: da una parte Libre è una di quelle librerie che prova a vendere i libri in un modo diverso, li compra direttamente dalle case editrici, anziché passare dai distributori nazionali; dall’altra SUR è uno di quegli editori che attraverso iniziative come la ‘lettura diffusa’, ossia la presentazione del libro in contemporanea in molte librerie d’Italia e la vendita diretta alle librerie, provano modelli di pubblicizzazione e distribuzione che possano scalfire l’inerzia dell’attuale mercato del libro.

Katiuscia Darici, dottoranda in letterature ispanoamericane all’università degli studi di Verona, per l’occasione ha scritto e letto un paper bello e articolato per introdurre la figura di Julio Cortázar.

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