Guardalo lì, ora ha spento la tele

La scrittura per me aveva questo atteggiamento totalizzante ed egocentrico e prepotente sulla mia vita, pretendeva di essere sempre al centro, di essere motivo di ogni attività mentale e fisica, non le andava mai bene come stavo impiegando il mio tempo. Era come una voce continua che diceva: potresti fare questo, adesso potresti fare quello, magari io volevo semplicemente passare la serata guardando un film, o magari leggere, e c’era sempre questa voce fastidiosa che diceva, eh guardalo lì, ora ha spento la tele ma sta per mettersi a leggere quel terribile romanzo settecentesco di millesettecento pagine ambientato a Palermo nel millesettecento, ora prima che lo finisca passeranno dei mesi.

[da ‘un pensionato che guarda i cantieri -intervista a Matteo Galiazzo di Matteo B. Bianchi’, Sinapsi, opere postume di un autore ancora in vita, Matteo Galiazzo, Indiana Editore, Milano, 2012]