Curioso

Non cercavo più L’arte di andare a passeggio di Franz Hessel già da qualche anno. Una raccolta di scritti dalla ruggente Berlino degli anni ’20,  tra i quali si trova la celebre dissertazione che dà il titolo al libro. Non la cercavo più perché ormai mi sembravano passati gli anni in cui prendevo l’aereo a Malpensa e scendevo a Berlin Tegel con l’unico scopo di passaggiare nella mia città preferita. Anzi, la sensazione che fosse un amore finito, quello tra me e la perla della Sprea, era rafforzata dal fatto che sto riordinando tutto il materiale raccolto e prodotto su di lei, come un bel libro dei ricordi, nella costola a fianco intitolata Berlino cupo fiore d’acciaio, città di cemento.  Insomma, quest’anno è la prima volta, da cinque anni a questa parte, che non andrò a Berlino. Se tiene l’euro, il 12 dicembre m’imbarco per San Francisco, invece, con Miriam, macchina fotografica e taccuino delle storie. Ecco, la cosa curiosa, è che proprio mentre ho la mente occupata da altro mi arriva in lettura, dalla gentilissima Elliot Edizioni, il libro che cercavo e, lasciato tutto mi son messo a leggere questo.  So che è infantile e fantasioso ma mi piace pensare che Berlino, come una fidanzata gelosa venuta a sapere di un tradimento, si faccia sentire proprio in questi giorni. Viene a ricordarmi che è lei la prima città in cui ho lasciato il cuore.

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