Vino da marciapiede, di Jack Kerouac

Jack Kerouac Alley
Immagine di Goodnight London via Flickr


Avrei potuto fare molto peggio che sedere
su un marciapiede a bere vino

sapere che niente importa dopotutto
sapere che non c’è reale differenza
tra il ricco e il povero
sapere che l’eternità non è né ubriaca
né sobria, sapere questo da giovane
ed essere poeta

avrei potuto mettermi in affari e affittarmi
e credere che a dio gli interessa

invece mi sono buttato su strade solitarie
e nessuno ha visto me, ma la mia bottiglia
e la parte che vedevano era quella vuota

e ho fatto questo nei campi di grano e nei cimiteri

sapere che il morto non fa rumore
sapere che gli steli del grano parlano (tra di loro
l’uno all’altro con vecchie stridenti braccia)

sedersi e bere vino
e negli scali ferroviari sentirsi divino

essere milionario e tuttavia preferire
infagottarsi con una bottiglia
sulla porta di un magazzino, rivolta a  lontani orizzonti
sui campi d’erba lungo la ferrovia

sapere che i cargo sul fiume
sognano sogni vani, accucciato
nella notte e saperlo bene

essere lo scuro solitario nervo ottico guardiano
del turbine diamantato che è il mondo

[Skidrow wine, dall’audio tributo a Jack Kerouac Kicks Joy Darkness, 1997, Rykodisk, traduzione mia]

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