12 raccomandazioni per migliorare la prosa al momento della riscrittura

1) Ometti parole inutili.

2) Sacrifica avverbi ed aggettivi; gli elementi rilevanti nella narrativa sono sempre i nomi e i verbi. Scegli il nome migliore, più preciso e puoi fregartene della sua aggettivazione. L’utilità dei verbi è quella di portare da A a B;  la risoluzione di un conflitto è un movimento  e il movimento è dato dai verbi.

3) Dai importanza al ritmo; fai attenzione alla lunghezza e alla struttura della frase; cerca di utilizzare tutte le tipologie di frase che conosci: paratattiche, ipotattiche, subordinate, ellittiche. Usa il maggior numero di strutture  nello stesso paragrafo. Se il tuo paragrafo suona ripetitivo, vuol dire che hai sbagliato qualcosa.

4) Evita i verbi avere/essere; cerca di essere più preciso, originale, suggestivo.

5) Evita le alliterazioni e la rima; in narrativa è meglio evitare gli effetti tipici della poesia e concentrarsi sull’atto.

6) Semplifica i tempi verbali; non costringere il lettore a difficili salti temporali.

7) Ripensa le astrazioni ed esprimile attraverso la concretezza: L’astrazione, il concetto, pertengono all’ambito della saggistica mentre il concreto, il tangibile pertengono all’ambito della messa in scena, della drammatizzazione.

8) La ripetizione piace; reiterare un’espressione significativa o ben riuscita crea un “effetto ritornello” piacevole.

9) Usa il linguaggio figurato con parsimonia; usare le metafore non rende più profondi. Se proprio non puoi farne a meno, scegli paragoni  molto distanti. L’amore non è una cascata. L’amore è un lunapark abbandonato.

10) Usa tutti cinque i sensi; L’attuale cultura della narrazione sopravvaluta il senso della vista ma ciascuno degli altri sensi può aggiungere un fascino insospettabile alla tua prosa e catturare l’attenzione del lettore.

11) Taglia l’ultima frase; resisti alla tentazione di chiudere un testo con una frase ad effetto, perché 99,9 % dei casi viene percepita dal lettore come una stonatura.

12) Fai tutto questo dalle quindici alle trenta volte.

Martedì 3 giugno 2008 ho avuto la fortuna di assistere a una lezione di scrittura creativa tenuta da Rick Moody presso la scuola di scrittura creativa Omero a Roma. L’autore de “La più lucente corona di angeli in cielo” e “Racconti di demonologia” era in Italia per presentare “Tre vite”, raccolta uscita proprio in quei giorni per Minimum Fax. In occasione di un ciclo di conferenze a tema il “fantareale”, organizzato dalla succitata scuola, anziché la solita presentazione (breve reading + domande del presentatore ed eventualmente domande dal pubblico) Rick Moody ha accettato di parlare della sua arte di scrivere.

Ho avuto notizia di questo evento grazie alla newsletter di Minimum Fax; nella mail erano inoltre segnalati altri due appuntamenti: il giorno dopo, mercoledì 4 giugno, presso la libreria Giufà di via degli Aurunci, sempre a Roma, una presentazione del medesimo libro introdotta da sua maestà Zadie Smith, e giovedì 5 giugno a Milano presso il circolo arci La Schighera altra presentazione del medesimo libro, ma preceduta dalla visione di Scrivere NYC, un documentario girato da Minimum Fax, cui ha collaborato l’amico Paolo Cognetti. Verona-Roma-Milano-Verona. Il viaggio nella mia mente è diventato realtà nel giro di poche connessioni sinaptiche. Eurocity da Verona a Roma, pernottamento in ostello a Roma, Eurocity da Roma a Milano,  pernottamento presso l’appartamento dell’amico Bracchetto in zona Lambrate, e ritorno con comodo a Verona, prima del solito week-end notturno lavorativo in hotel. Il giorno dopo avevo i biglietti del treno e non vedevo l’ora di partire. Ho un taccuino pieno di appunti di quella settimana su e giù per l’Italia e qualche paragrafo vale la pena di essere letto.

Quello sopra è una specie di bootleg: Rick Moody nel leggere questi 12 consigli ha informato che ci stava lavorando su per farli diventare un libricino. Perciò nel postare questo paragrafo provo l’elettrizzante emozione di chi lancia su Youtube una rarity o una canzone in anteprima eseguita sul palcoscenico dal suo gruppo preferito. In fondo, un fan è soprattutto un ladro.