Cara amica, compagna e amante

Mentre tu sei a Torino, io sono qui a Verona, in via Cappello, e mi godo una passeggiata in mezzo alla gente. Mi godo una chiacchierata con Phoebe e John, due musicisti inglesi incontrati sulla via, che mi raccontano i loro casi, e mi allungano il volantino della stessa prezzolata manifestazione che si terrà anche quest’anno alla Granguardia, in concomitanza con la fiera che si svolge a settembre. Come ogni anno. Da anni a questa parte. Niente di nuovo in questa mediocre cittadina, se non che oggi mi godo il sole di settembre.  La sensazione di essere anch’io particella pulsante di un organismo più grande. Mi godo il pensiero che le gioie, i riti, le celebrazioni di questa città appartengono anche a me, che non sono nato qui.  Mi godo la consapevolezza che lo stesso giorno, un anno fa, anche se ero ormai  sulla strada buona, di fronte alla possibilità di una chiacchierata, sarei fuggito. Oggi riesco a godermi questo bel sole. Oggi mi godo. Provo piacere a esistere, Miriam. E te ne sono grato.

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