Lo scrittore si sveglia presto, all’alba, e conduce una vita monotona.

Lo scrittore si sveglia presto, all’alba. Non sono parole mie ma di un mio amico.  Almeno, credo di ricordare che era lui a dirlo. Chissà se è pensiero suo o l’ha riciclato da qualcuna delle sue letture. Lo scrittore si sveglia presto, all’alba, e conduce una vita borghese, monotona. Mi son sempre chiesto cosa ci fosse di vero in queste parole. Poi ieri fumavo sul poggiolo, guardavo le finestre dei condomini su cui cominciava a specchiarsi un soletto sbiadito come uno spicchio d’aglio e se una una suora o un fattorino fosse passato nel giro di centinaia di metri, fuori dal cancello, ne avrei udito il passo.  Mi sono sentito incredibilmente incline a sedermi ad un tavolo. Ho pensato che é alla mattina presto, le cinque del lunedì, le sei della domenica, un’ora prima che il resto del mondo si svegli che a me viene naturale sedermi ad un tavolo, addomesticato forse dal silenzio, ed essere bravo, diligente. Senza pensare altro che allineare bene delle parole su una riga.