Oroscopi,

Una volta sono entrato in un bar per prendere un caffè e dentro al bar c’era una signora cinese, in piedi, tutta intenta a leggere il giornale aperto su un tavolino dove c’erano anche altri giornali. Dopo un po’ che leggeva, la signora cinese, ha preso il giornale ed è andata dal barista chiedendo lumi sul significato di una certa parola. Non ricordo più che parola era. Ma ho visto che quello che leggeva così con tanta serietà era l’oroscopo.
 Mentre prendevo il caffè è entrato un altro cliente ed ha ordinato un limoncello.
 La cinese gli si è avvicinata, sempre molto seria, e gli ha chiesto cosa voleva dire la parola coscienza. Il cliente ha risposto e mi ha colpito il fatto che spiegava usando parole comunque difficili. Alla discussione poi si è unito anche il barista. E, divertito e con fare spigliato, ha detto che è da più di duemila anni che l’occidente e i suoi filosofi e pensatori cercano di dare una definizione a quella parola. Ma anche in questo caso a me è sembrato che il barista usasse parole troppo difficili per una signora cinese (una di quelle cinesi che si vede che sono di campagna) che era evidente non comprendesse bene la lingua italiana.
 In ogni caso la signora cinese non si è fatta impressionare e neanche distrarre dalle loro parole né dai loro sorrisi. È stata ad ascoltarli per un po’ e dopo aver colto quanto le bastava non si è più curata di loro ed ha rivolto di nuovo tutta la sua attenzione alla pagina del giornale con l’oroscopo.
 Non mi sembrava il caso di indugiare oltre con il caffè e facevo per andarmene; lei, la signora cinese, intanto era passata ad altri giornali (sempre alla pagina dell’oroscopo) e con tenacia tutta contadina continuava a spigolare frammenti di senso fra le parole straniere degli avventori e quelle dei maghi delle stelle.
 Me ne sono andato pensando a lei e ai tanti altri destini alla deriva dei nostri tempi: i cosiddetti migranti. Navigatori maldestri, senza più l’arte di farci guidare dalle stelle. Sappiamo solo partire. Che poi perdersi è un attimo in questa babele di oroscopi.

 Sabato 24 settembre 2011, in occasione della festa del buon vicinato nel quartiere di Veronetta a Verona, c’è stata nel sito monumentale di Porta Vescovo, una lettura pubblica di storie e poesie, e musica, dal titolo La lontananza è in noi, da una frase di Mario Soldati, che qui si può leggere per intero. Per narrare adeguatamente il quartiere plurale e multietnico di Veronetta ho chiesto ai letterati veronesi di nascita o di adozione, che conoscono in qualche modo il quartiere, di intervenire con un proprio scritto.
Malih Mohamed scrive abitualmente qui.