quel vecchio coglione stava morendo perché non riusciva a vedere quella cazzo di moglie

“Passavo a trovarli tutti i giorni, quanche volta anche due volte al giorno se ero da quelle parti per qualche altra visita. Bendati ed ingessati da capo a piedi, tutti e due. Potete immaginarveli, l’avrete vista al cinema la scena, no? Be’, erano esattamente così, come in un film. Due buchetti per gli occhi, per le narici e uno per la bocca. E lei oltretutto aveva anche tutte e due le gambe in trazione. Be’, il marito è rimasto depresso per un sacco di tempo. Anche quando lo informammo che la moglie se la sarebbe cavata, continuò a rimanere depresso. Mica per l’incidente. Cioè, l’incidente era una cosa, ma non era tutto. Mi avvicinavo al buco che aveva per la bocca, sapete, e lui mi diceva no, non era solo per via dell’incidente, ma perchè non riusciva a vederla attraverso i buchetti per gli occhi. Ha detto che era quello che lo faceva sentire così giù. Ma ci pensate? Ve lo giuro, quello si stava facendo venire il crepacuore solo perchè non riusciva a girare quell’accidenti di testa e vedere quell’accidenti di moglie”.

Mel  fece il giro del tavolo con gli occhi e poi scosse l testa per quello che stava per dire.

“Voglio dire, quel vecchio coglione stava morendo perché non riusciva a vedere quella cazzo di moglie!”

Guardammo tutti Mel.

“Capite quello che voglio dire?”, chiese.

(Raymond Carver, Di Cosa Parliamo Quando Parliamo d’Amore, Minimum Fax, Roma, 2001, pag 143)