E poi bisogna scrivere con l’orecchio, bisogna.

Sono le 8.17 di un martedì mattina, sono sveglio dalle 5:40. Ho bevuto una moka di caffé. Stavo pensando a Tom Robbins, che una volta era il mio scrittore preferito, di cui ho letto quasi tutti i libri, e non dovrei forse recuperare quella risorsa e impacchettarla e archiviarla in modo ordinato? Scriverci un articolo, un saggio, o che so io? La mia vita è solcata da comete che sfrigolano e si consumano troppo in fretta. Fra poco andrò a tagliarmi i capelli e poi dovrò comperarmi dei vestiti da Coin. Ci sono dei jeans in sconto e mi servono un paio di scarpe, dei pantaloncini, delle magliette a righe. Non vorrei spendere soldi così. Vorrei spendere soldi soltanto in viaggi. È tutta mattina che continuo a ripetermi, chi scrive fiction parla più al cuore che alla testa. E poi bisogna scrivere con l’orecchio, bisogna.