Piccoli Animali Senza Espressione, di David Foster Wallace

 «Oppure sparagli questa. Conosci un ragazzo, al tuo college sulla East Coast. Un ragazzo ammirato da tutti, bellissimo e soprattutto -ed è questa la cosa che ti attrae di più- terribilmente serio. Un ragazzo che va in biblioteca e prende in prestito una copia dell’Anatomia di Gray, cerca la posizione e la struttura neurologica precisa del clitoride femminile, semplicemente, tu ne sei convinta, per essere in grado di darti piacere. Maneggia il tuo clitoride, tutto il tuo corpo, come se fosse un raffinato strumento musicale. Tu perdi completamente la testa per questo ragazzo. L’intensità del tuo amore crea quella che si potrebbe chiamare una situazione organica: un corpo non può camminare senza gambe, due gambe non possono camminare senza un corpo. Lui diventa il tuo corpo»
«Ma di lì a poco lui si stufa del mio corpo»

«No, il tuo corpo diventa la sua ossessione. Prende il controllo della tua percezione del tuo stesso corpo. Ti fa mettere a dieta, o ti fa ingrassare. Ti fa fare ginnastica. Sovrintende al tuo taglio di capelli, ai tuoi cambiamenti estetici. Il tuo corpo non può fare una mossa senza di lui. A forza di ginnastica diventi muscolosa. I vestiti ti vanno sempre più stretti. Lui traccia la tua silhouette in continuo mutamento su enormi fogli di carta cerata e li appende nella sua stanza in una specie di progressione evoluzionistica. I tuoi amici ti credono pazza. Nel presentarti, ti ha fatto ruotare lentamente in modo che potessero vederti da ogni concepibile angolazione»
«Con lui sono infelice»
«No, sei felice da impazzire. Ma nello stesso momento in cui ti senti al massimo della completezza, di te non è rimasto molto»
«Mi fa sollevare pesi mentre mi guarda. In camera sua ha un bilanciere
«Il tuo amore,» dice Julie, «deriva dalla tua incompletezza, ma ti riduce anche ad una protesi dell’altro, calcificata dallo sguardo di Medusa del bisogno che ha di te»
Ti ho detto che non volevo astrazioni su questa roba, dice Faye spazientita
Julie cammina in silenzio, con lo sguardo distante e imbronciato per concentrazione. Faye vede una grossa farfalla battere assurdamente al finestrino color nerofumo di una lunga limousine. Limousine è ferma ad un semaforo. Ora la farfalla cade via dal finestrino. Svolazza senza meta verso il marciapiede e si ferma lì coloratissima.
«Ti fa sollevare pesi in camera sua, di notte, mentre lui sta seduto e ti guarda,» dice Julie sottovoce. «Dopo un po’ ti ritrovi a fare sollevamento pesi nuda mentre lui ti guarda dalla poltrona. Inizi a sentirti a disagio. Per la prima volta senti in bocca un sapore simile a quello della degradazione. La degradazione sa di tè. Va avanti così notte dopo notte. In bocca hai un sapore di tè quando lui, alla fine, comincia a uscire fuori, a mettersi alla finestra, all’esterno della finestra, di notte, per guardarti sollevare pesi nuda»
senza contare, alla fine, i suoi amici. Perché si scopre che comincia a invitare tutti i suoi amici, di notte, a guardare insieme a lui da dietro la finestra te che sollevi i pesi. Riesci a distinguere i contorni di tutte le facce dei suoi amici. Li vedi attraverso il tuo stesso riflesso sul vetro nero. Le facce sono rigide, affascinate. Ti ricordano le facce intagliate delle zucche di Halloween. Mentre le guardi, vedi una lingua venir fuori da una delle facce e toccare la finestra. Non riesci a capire se la lingua è del bellissimo ragazzo serio o meno.
«Per il dolore sprofondo nel lesbismo»
«Però lo ami ancora»
Le ciabatte di Faye fanno ciac. Lei si asciuga la fronte e riflette.
«Sono innamorata di un tizio, ci fidanziamo ufficialmente e comincio ad andare a cena con lui dai suoi. Una sera mentre apparecchio la tavola sento il padre in soggiorno che gli dice ridendo che la pena da scontare per la bigamia sono due mogli. E il tizio ride anche lui»
Di fianco alla ragazze arriva un negozio di elettrodomestici. Dietro la grande vetrina Faye vede uno spot pubblicitario, riflesso nel prisma a occhio di mosca di una trentina di schermi televisivi. Alan Alda tira su un prodotto tenendolo tra il pollice e l’indice. Gli sorride.
«Sei innamorata di un uomo», dice Faye, «Che sostiene di poterti amare solo quando sei in piedi al centro esatto di ogni stanza in cui ti trovi.»

[ Piccoli Animali Senza Espressione, di David Foster Wallace,  in La ragazza Dai Capelli Strani, pag 56, minimum Fax 2008]