spuzzavi da freschin come un leoro, erino i leori del socialismo

A Isola della Scala le persone erano piene, i carabinieri, inutile stare lì a confondare le idee, erano al servizio dei proprietari, comandati par il buon ordene ma contro i laoratori e lo scioparo, intanto dietro alle divise militari belle e pulite si scondevano i fascisti, al momento adatto che la disperazione ci entrò nelle teste e nell’anima, saltarono fora con il manganello e, senza ari ne stari, ti bastonavano, ma se erano in numero de manco scantonavano. La nostra paura più grossa era de essare presi, i carabinieri si sapeva che avevano le galere, i fascisti invece non avevano riferimento di stato, finivi alla malora, sparavano spesso a vista e morire in un campo de fromento o de brespagna con le formighe sul culo non è confortante, così la paura de “quelli del circolo”, diventò grande e sproporzionata, par conto mio ci siamo lasciati intimorire aldilà della prudenza, ancora non li chiamavamo fascisti ma “quelli del circolo”, arrivavano dove volevano con i camion militari, un poco alla volta non ci si arrischiava de tornare a casa, mettevano il naso e la mani in tutte le famiglie, se non trovavano il ricercato portavano via il padre o un parente, come è toccato a Piero mio fratello che si è fatto due mesi di galera a nome mio.

Tutti sconti nel fromento, drento i fossi, si mangiava quando qualche buon anima te ne portava, con rischio suo e nostro, avevamo sfondato una buca che mi ricordava la trincea, le giornate al fronte, il peggio era che non sapevi da che parte spuntava il nemico, là era davanti, qui lo sentivi da par tutto, anche nel vento che se fermava a ciacolare con le spighe ormai piene. La prima festa dello sbandamento, de dominica, si vedono spuntare, si vedevano spuntare omini dalle sarai, saltare i fossi par andare a ascoltare messa prima, in chiesa ci voltaino a guardare la donna, in faccia la barba lunga che pizzigava, spuzzavi da freschin come un leoro, erino i leori del socialismo, il prete fece finta de non vedere, ma è durata poco che la seconda festa le donne mezze scarmigliate ci fermano appena fora dai campi, sulla curva prima del paese, i carabinieri in compagnia di certi musi strani acchiappavano gli omeni come rane fora dall’acqua, avevano fatto alleanza ormai senza vergogna i fascisti e lo stato dei siori, par mi l’Italia perdeva la so guerra, quella giusta e sacrosanta, non quella contro l’Austria, che era una baruffa tra potenti.

[Dino Coltro, I lèori del socialismo, pag 37,  cierre edizioni, 2000]