E mentre stiamo per uscire, però, ecco che entra nel bar un signore con un cagnolino

Rumeni, Anna Lamberti-Bocconi, Stampa alternativa

Mentre stiamo per uscire, però, ecco che entra nel bar un signore con un cagnolino, e la malinconia abissale di Gigio prende la forma di un sorriso. Il cagnolino è un cucciolo con le zampe grosse, uggiola e fa le feste a Gigio. Miracolo: la gabbia toracica cementata di dolore umano del ragazzo crolla come le sue ginocchia, si accuccia lì per terra anche lui, il cucciolo gli lava la faccia, e Gigio ride e ride dall’altro mondo dentro di sè, il mondo senza persone, senza violenza, il mondo senza il male dove un ragazzo è solamente cane fra i cani.
Questa felicità dura un minuto, forse meno, ma in tempo a scagliarlo molto più indietro dell’infanzia: ora lo vedo neonato rugoso senza denti che ride così. alla vita, al latte, al non saper parlare.
Un minuto, forse meno. Poi il lager della strada ritorna in messa a fuoco, Gigio si rialza, io sono lì di fianco e gli faccio l’ultima domanda: “Sai leggere?”.
“sì”
“Ecco allora, tieni”, e gli allungo un biglietto che scarabocchiato all’istante, mentre lui trasumanava col cane. C’è scritto: “Non derubarmi più”. Lui lo legge, capisce la frase ma non il gesto, mi guarda vuoto, io anche.
Ciao. Bau.

[Anna Lamberti-Bocconi, da Rumeni – romanzo di storie, Milano, Stampa Alternativa, 2008, pag 19]