No, non sono di Berlino nemmeno io

n1246720190_30408982_7449320No, non sono di Berlino nemmeno io, sono di Dresda. A Berlino, Est intendo, ci sono venuto negli anni ottanta, e da quando è caduto il Muro ho abitato sia a Ovest che a Est. Schöneberg, Kreuzberg, adesso Prenzlauer Berg…  o è già Pankow?  No, no, hanno deciso che è ancora Prenzlauer Berg.
Perchè sono venuto qui? Immagino  per lo stesso motivo per cui questa città ha sempre attirato e continua ad attirare gente. Perchè si pensa che qui le cose accadano, che sia possibile concludere qualcosa. Per carità, è lo stesso motivo per cui ci si trasferisce a New York… ma la verità è che qui le cose non accadono, e che ciò che si cerca di concludere fallisce. In effetti, Berlino è quello che in Germania definiamo  das Letze: il peggio.  In questo caso, l’ultimo posto dove si dovrebbe venire. Ma ci si viene lo stesso, si fallisce e ci si resta. È una città che assorbe qualcunque cosa, anche il fallimento. Ci arrivi idraulico, diventi artista per un giorno, torni ad essere idraulico, e in fondo va bene così, la città ti digerisce comunque, idraulico convinto di essere un artista incompreso o artista incompreso costretto a fare l’idraulico… Berlino è un magma, un calderone in cui si può buttare di tutto. L’architettuira, per esempio: Berlino è l’unia città in cui può coesistere praticamente qualunque stile. Forse è per questo che è in grado di opportare così tanti, continui cambiamenti. In fondo, il cambiamento è la sua costante. Cambiare sempre non equivale a non cambiare mai? Il cambiamento è ciò che rende Berlino sempre uguale. Per quante cose ci si gettino dentro, il magma resta magma, e rende tutto uniforme, indistinto, assolutamente non peculiare. Forse, alla fin finela caratteristica di questa città non sono le idee, i principi, o quello che la gente pensa di trovarci. Guardiamo in faccia la realtà, a Berlino non accade niente da decenni. E la sua caratteristica è, semplicemente, una totale mancanza di gusto.

[Durs Grünbein, Il primo anno. Appunti berlinesi, Einaudi, cit. in Berlino, Montrucchio Alessandra, Milano, Feltrinelli, 2007, pag. 202]